mercoledì 27 luglio 2016

ELEZIONI CITTA’ METROPOLITANA:5 PESI E 5 MISURE



 di Bruno Demasi

    Finalmente ci siamo: dopo migliaia di annunci, convegni, congressi, tavole rotonde, il prossimo 7 agosto verrà eletto il  governo della “Città Metropolitana” ( che sostituisce in tutto e per tutto prerogative, funzioni e competenze della vecchia Provincia, fino ad ora  espressa con  suffragio diretto di tutti i cittadini) di RC. Questa è invece un'elezione  affidata al voto variamente influente o ininfluente di 1027 “grandi” elettori che corrispondono  complessivamente agli altrettanti consiglieri comunali  e sindaci che in atto reggono le sorti amministrative dei 97 comuni  dell’attuale provincia di RC , i quali, se saranno unti dal Signore e dal blob dei calcoli infinitesimali in corso,  dall’8 agosto prossimo entreranno magicamente a far parte del nuovo universo amministrativo che prima di ogni altra cosa celebrerà la democrazia indiretta.

    L’elezione riguarda il CONSIGLIO METROPOLITANO   ( che  avrà poteri “ di indirizzo e controllo” e avrà il compito “di proporre lo statuto, i regolamenti, i piani e i programmi sulle materie cui la vecchia Provincia già scialava, in particolare viabilità ed assetto scolastico per gli istituti superiori) costituito da 14 consiglieri eletti a “ suffragio ristretto” con  voto “ponderato” e  sistema proporzionale: un pastiche che dovrebbe garantire la rappresentatività a tutti i territori  di questa  provincia mediante una differenziazione del peso elettorale dei vari votanti , a seconda del numero degli abitanti dei comuni, e precisamente:

FASCIA
 ELETTORI
PESO
I FASCIA (Comuni sotto i 3.000 abitanti): Anoia, Benestare, Careri,Mammola, Seminara, Gerace, San Lorenzo, Stilo, Molochio, Palizzi, Riace, Varapodio, Sinopoli, Giffone, San Roberto, Galatro, Feroleto della Chiesa, Cardeto, Maropati, Bivongi, Sant’Ilario dello Ionio, Stignano, Antonimina, Santo Stefano in Aspromonte, Portigliola, Placanica, San Pietro di Caridà, Bruzzano Zeffirio, Roghudi, Bagaladi, Fiumara, Calanna, Scido, Melicuccà, Santa Cristina d’Aspromonte, Cosoleto, Serrata, Samo, Camini, Ferruzzano, Casignana, Canolo, Sant’Agata del Bianco, Ciminà, Pazzano, Agnana Calabra, Caraffa del Bianco, San Procopio, Martone, Terranova Sappo Minulio, San Giovanni di Gerace, Roccaforte del Greco, Bova, Candidoni, Laganadi, Sant’Alessio in Aspromonte, Staiti








545








 0,26
II FASCIA (Comuni da 3.000 ai 5.000 abitanti): Ardore, Campo Calabro, San Ferdinando, Bianco, Bova Marina, Sant’Eufemia d’Aspromonte, San Luca, Platì, Brancaleone, Monasterace, Delianuova, Grotteria, Africo e San Giorgio Morgeto.


124


0,65
III FASCIA (Comuni dai 5.000 ai 10.000 abitanti): Bovalino, Rizziconi, Gioiosa Ionica, Caulonia, Marina di Gioiosa Ionica, Roccella Ionica, Cinquefrondi, Montebello Ionico, Motta San Giovanni, Oppido Mamertina, Laureana di Borrello, Condofuri, Melicucco e Scilla.


155


0,99
IV FASCIA (comuni dai 10.000 ai 30.000 abitanti): Bovalino, Rizziconi, Gioiosa Ionica, Caulonia, Marina di Gioiosa Ionica, Roccella Ionica, Cinquefrondi, Montebello Ionico, Motta San Giovanni, Oppido Mamertina, Laureana di Borrello, Condofuri, Melicucco e Scilla.


170


1,61
V FASCIA( Comuni dai 100.00 abitanti in su): Reggio Calabria
33
10,54
TOTALI:              97
1027
     ?

Gli altri organi dell’area metropolitana

Oltre al consiglio saranno organi della città metropolitane anche il SINDACO METROPOLITANO ( il primo cittadino del comune capoluogo) e la CONFERENZA METROPOLITANA(formata dal sindaco metropolitano e dai sindaci dei comuni della città metropolitana), che avrà la funzione di adottare lo statuto e di approvare i bilanci, vale a dire quasi  una funzione di mera rappresentanza.

  E’ evidente che il massimo del potere, pardon della responsabilità, spetta al Consiglio  Metropolitano, il che spiega il lavorìo di alchimie, calcoli, ricalcoli di voti e scenari possibili cui in queste ore i 1026  candidati all’unzione si stanno  affannosamente ed eroicamente sottoponendo – calcolatrici e telefonini alla mano – per capire quanta superficie del nuovo orto  toccherà a ciascuno o a ciascun  raggruppamento che si sta creando.
  Ed è evidentissimo che  il blob della mescolanza tra vincitori e vinti, destra , sinistra e centro, asso, cavallo e re sarà elevata a sistema: conteranno solo i 14 + 1 e ciò che essi rappresenteranno....
  Il tutto per non cambiare né risparmiare nulla rispetto al passato, se non il fastidio a noi comuni mortali di andare a votare , come abbiamo fatto (?) o lasciato fare  finora.

domenica 24 luglio 2016

“LO STATO NON HA INTERESSE A COMBATTERE LE MAFIE…”

di Bruno Demasi
   Già otto mesi fa il sostituto procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo, intervenendo profeticamente ad un convegno in provincia di Torino, sul tema «15 anni di 'ndrangheta in Piemonte e non solo. Le ramificazioni della mafia calabrese a livello globale», non usava mezzi termini nel criticare le inadempienze del legislatore e del Governo nella lotta alla criminalità organizzata.
   Era il momento cruciale dell’esposizione mediale da parte dell’attuale governo che ormai si era già impadronito di fatto delle prerogative parlamentari, e della sua presunta intenzione di combattere su tutti i fronti la criminalità organizzata, ma gli aborti legislativi che ne sono seguiti e le notizie di questi giorni sulle ramificazioni della ndrangheta in Piemonte , danno pienamente ragione a Lombardo.
   «Il contrasto alle mafie non è una priorità dello Stato italiano», egli affermava ed era una sorta di condanna senza appello da parte di un magistrato di prim’ordine che non aveva peli sulla lingua quando affermava: «uno Stato che ha questa priorità non interviene come è intervenuto il nostro legislatore o l’apparato governativo: limitando uomini, mezzi e risorse. Cercando, in qualche modo, di creare una serie di difficoltà operative, non ascoltando tutta una serie di indicazioni. Mantenendo un profilo basso in un’azione di contrasto che, invece, richiede grande autorevolezza». 

    Davanti a queste accuse, documentate e controllabili in ogni momento e a tutti i livelli, lo sgomento del cittadino – del cittadino calabrese in particolare – diventa enorme perché è consapevolezza ormai chiara , avvalorata dalla stessa magistratura, che «le grandi mafie si muovono in maniera coordinata tra loro e sono componenti indispensabili del sistema economico mondiale. Chi oggi si permette di criticare le indagini che riguardano il narcotraffico, di cui la 'ndrangheta diventa sostanzialmente il soggetto unico, non si rende conto dell’enorme liquidità che ne deriva, tale da essere in grado di condizionare il sistema bancario e finanziario mondiale. Se siamo tutti consapevoli che per uscire dalla crisi è necessario che l’economia riparta, siamo anche consapevoli che contrastare finanziariamente le mafie significa impedire che l’economia riparta. Per capire come stanno le cose occorre cercare le tracce del sistema criminale necessariamente integrato, di cui 'ndrangheta, cosa nostra, sacra corona unita e camorra fanno parte. Certo tra queste realtà criminali possono anche crearsi conflitti, che poi però regolarmente si risolvono nel momento in cui l’interesse comune diventa di rango più elevato». 

    Parole da imprimere con il fuoco sulle coscienze di tutti i Calabresi onesti e di tutti gli Italiani che hanno voglia di riscatto per creare una nuova stagione di proteste e di resistenza civile contro questa situazione che spesso, com’è accaduto con Falcone e poi con Borsellino, colpevolizza gli stessi magistrati onesti. Lombardo infatti ricordava e ci ricorda ancora che «quando un giorno vi verranno a dire che purtroppo in Italia ci sono una serie di magistrati che inseguono ricostruzioni fantasiose, state certi che di me stanno parlando. E pure di qualcun altro. Ma vi dico che quelle ricostruzioni fantasiose hanno già prodotto centinaia di sentenze di condanna. Quindi sono fantasioso io, il gip, i tre giudici del tribunale o la Corte d’assise, i giudici d’appello o della Corte di assise di appello e sono stati fantasiosi anche i giudici che notoriamente fantasiosi non sono, quelli della Corte di Cassazione. Solo che quel lavoro non è mai stato letto da nessuno».  
   Coraggio, gente, è ora di indossare almeno il vestito del coraggio, se non ce l’abbiamo sotto pelle, e di reagire civilmente!